La Sepsi

La sepsi è una disfunzione d'organo pericolosa per la vita causata da una risposta dell'ospite non regolata a un'infezione. Questa definizione, introdotta con Sepsis-3 nel 2016, ha sostituito il vecchio concetto di SIRS (Systemic Inflammatory Response Syndrome), troppo aspecifico e poco predittivo della mortalità.
I dati epidemiologici sono allarmanti: la sepsi colpisce oltre 49 milioni di persone all'anno nel mondo con una mortalità ospedaliera che oscilla tra il 20% e il 30%, salendo oltre il 40% in caso di shock settico. In Italia vengono ricoverate annualmente circa 150.000 persone con sepsi grave.
L'infermiere è spesso il primo professionista a identificare i segni precoci di deterioramento clinico. Riconoscere la sepsi prima che evolva in shock settico può fare letteralmente la differenza tra la vita e la morte del paziente.
Il qSOFA: Strumento di Screening al Letto del Paziente
Il quick SOFA (qSOFA) è uno strumento di screening rapido, progettato per essere utilizzato fuori dalla Terapia Intensiva — in reparto, al pronto soccorso, o durante una visita domiciliare. Non richiede esami di laboratorio e si calcola in meno di 60 secondi.
Il qSOFA assegna 1 punto per ciascuno dei seguenti criteri:
- Frequenza respiratoria ≥ 22 atti/min
- Alterazione dello stato mentale (GCS < 15)
- Pressione arteriosa sistolica ≤ 100 mmHg
Un punteggio ≥ 2 identifica i pazienti con infezione sospetta o accertata ad alto rischio di outcomes sfavorevoli. In presenza di qSOFA ≥ 2: attiva il protocollo sepsi, avvisa il medico, inizia la raccolta degli esami.
Attenzione: il qSOFA non è un criterio diagnostico assoluto, ma uno strumento di allerta precoce. Un qSOFA < 2 non esclude la sepsi se il quadro clinico è suggestivo.
Il Punteggio SOFA: Quantificare la Disfunzione d'Organo
Il SOFA (Sequential Organ Failure Assessment) è lo strumento definitivo per quantificare la disfunzione d'organo e viene calcolato in Terapia Intensiva o in PS strutturato. Valuta 6 sistemi d'organo:
- Respiratorio: rapporto PaO2/FiO2
- Coagulazione: piastrine (×10³/µL)
- Epatico: bilirubina totale
- Cardiovascolare: MAP e vasopressori
- Neurologico: Glasgow Coma Scale
- Renale: creatinina e diuresi
Un aumento acuto di ≥ 2 punti del SOFA in presenza di infezione sospetta o confermata è diagnostico per sepsi.
Lo shock settico viene definito dalla copresenza di: sepsi + necessità di vasopressori per mantenere MAP ≥ 65 mmHg + lattati sierici > 2 mmol/L nonostante adeguata rianimazione volemica.
Il Bundle 1 Ora: Cosa Fare Subito
La Surviving Sepsis Campaign (SSC) 2018 ha introdotto il Bundle 1 Ora, condensando le azioni cruciali in una finestra temporale strettissima. Questi interventi devono essere avviati entro 1 ora dall'identificazione della sepsi, non necessariamente completati:
- Misurare la lattacidemia. I lattati ≥ 4 mmol/L indicano ipoperfusione tissutale grave. Se il valore iniziale è > 2 mmol/L, ripeti la misurazione entro 2 ore per valutare la risposta al trattamento.
- Emocolture x2 prima degli antibiotici. Preleva da 2 siti venosi separati (o 1 centrale + 1 periferico) almeno 10 mL per flacone. Le emocolture non devono mai ritardare la terapia antibiotica oltre 45 minuti.
- Antibiotici ad ampio spettro entro 1 ora. Ogni ora di ritardo nella somministrazione degli antibiotici aumenta la mortalità del 7%. L'infermiere deve ricevere, preparare e somministrare l'antibiotico con la massima priorità.
- Rianimazione volemica: soluzione fisiologica 30 mL/kg EV se PAS < 90 mmHg, MAP < 65 mmHg o lattati ≥ 4 mmol/L. Infusione rapida (bolo), monitorando la risposta emodinamica.
- Vasopressori se la PA non risponde ai fluidi. Target: MAP ≥ 65 mmHg. Noradrenalina è il vasopressore di prima scelta. Richiede accesso venoso centrale e monitoraggio invasivo.

Riconoscimento Infermieristico Precoce: Red Flags
L'infermiere deve sviluppare un occhio clinico per i segni precoci di sepsi, spesso subdoli nei pazienti anziani, immunocompromessi o in terapia steroidea:
- Febbre > 38.3°C oppure ipotermia < 36°C (il 10-15% dei pazienti settici è ipotermico)
- Tachicardia > 90 bpm non altrimenti spiegata
- Tachipnea > 20 atti/min o necessità di O2 supplementare
- Confusione, agitazione, sonnolenza acuta (nuovo onset)
- Oliguria < 0.5 mL/kg/h per 2 ore consecutive
- Cute mottled (marezzata), fredda, umida agli arti
- Glicemia > 140 mg/dL in assenza di diabete noto
Pearle clinica: nei pazienti anziani la febbre può essere assente — l'ipotermia, la confusione o la semplice perdita di autonomia possono essere l'unico segnale di sepsi in corso.
Monitoraggio e Nursing nella Fase Acuta
Una volta attivato il protocollo sepsi, l'infermiere gestisce un paziente critico in rapida evoluzione. Le priorità assistenziali sono:
- Accessi venosi: 2 accessi periferici di grosso calibro (≥ 16G) o accesso venoso centrale. Prepara subito il materiale per CVC se previsto.
- Monitoraggio continuo: ECG continuo, SpO2, PA ogni 15-30 minuti, temperatura, diuresi oraria tramite catetere vescicale.
- Bilancio idrico stretto: documenta ogni ingresso e uscita. Target diuresi ≥ 0.5 mL/kg/h.
- Ossigenoterapia: mantieni SpO2 ≥ 94%. Prepara materiale per NIV o intubazione se il paziente peggiora.
- Glicemia: target 140-180 mg/dL (iperglicemia aggrava la prognosi).
- Prelievi: emocromo, PCR, procalcitonina, lattati, funzionalità renale ed epatica, coagulazione, urinocoltura, tamponi se indicati.
- Posizione: Trendelenburg modificato se ipotensione; HOB 30-45° se stabilizzato per prevenire VAP.
Prevenzione della Sepsi in Reparto
Molte sepsi ospedaliere sono prevenibili. Le misure infermieristiche con maggiore impatto evidence-based sono:
- Igiene delle mani: i 5 momenti OMS prima e dopo ogni contatto con il paziente
- Prevenzione CAUTI: rimozione precoce del catetere vescicale, sistema chiuso, igiene perineale
- Prevenzione CRBSI: tecnica sterile per inserzione e gestione CVC, medicazione q48-72h
- Prevenzione VAP: HOB 30-45°, igiene orale con clorexidina, decontaminazione selettiva
- Cura delle ferite chirurgiche: medicazioni con tecnica asettica, riconoscimento precoce dei segni d'infezione
Documentazione Infermieristica
In caso di sepsi sospetta o confermata, documenta con precisione e in tempo reale:
- Ora esatta di identificazione dei criteri (onset documentation)
- Ora di chiamata al medico e prescrizioni ricevute
- Ora di prelievo emocolture e altri esami
- Ora e dose di somministrazione degli antibiotici
- Volumi di fluidi infusi e risposta emodinamica
- Parametri vitali con frequenza e trend
- Diuresi oraria
La documentazione precisa non è solo un obbligo legale: in un paziente settico, i dati orari permettono al team di valutare la risposta alla terapia e aggiustare il trattamento in tempo reale.
Conclusioni
La sepsi è una vera emergenza medica dove ogni minuto conta. Il ruolo infermieristico non è quello di un esecutore passivo: è l'infermiere che riconosce, allerta, avvia e coordina la risposta nelle prime ore critiche. Padroneggiare il qSOFA, conoscere il Bundle 1 Ora e avere un occhio clinico affinato sulle red flags sono competenze che trasformano un buon infermiere in un professionista capace di salvare vite.
Riferimenti: Surviving Sepsis Campaign Guidelines 2021 (Singer et al.); Sepsis-3 Definitions Task Force (JAMA 2016); Manuale di Emergenze Infermieristiche SIARED.
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